Se tu fossi una città. Ultimo libro pubblicato da Roberto Dall’Olio.
Recensione scritta da Andrea Ballardini per il blog “La costruzione del verso”
Edizioni L’arcolaio.

 

 

Se tu fossi una città, a prima vista potrebbe sembrare una geografia sentimentale di luoghi vissuti o desiderati. Ma Eros, che guida la fantasia del Poeta, inganna e si diverte ad ingannare, poiché, le decine di città dove ci conduce fanno parte di un unico mondo, un unico continente, che è Donna.
Donna amata la cui presenza o semplice evocazione suscita sentimenti a cui si raccordano ricordi veri o immaginari, ma poco importa, tanto, è tutto vita. Se fossi il Poeta vorrei che il Lettore prendesse in mano il libro e lo sfogliasse con la stessa delicatezza come quando si sta vicini ad una persona che attrae, che se ne toccassero le pagine con la voluttà di una mano che sente sotto le sue dita il corpo amato “liberarsi dalla forma” per “scivolare nella materia” (Bomarzo).
Vorrei, se fossi il Poeta, che il Lettore, leggesse le poesie senza alcune ordine, così come si può accarezzare o sfiorare quel corpo da un punto a l’altro, seguendo un portolano del Desiderio, dando effettivamente ad ogni sosta il nome di una luogo esistente, che sia città come Napoli (“…non so perché/ma mi calano/ le mani/ sul tuo ventre/come al Vomero…”) o un’isola come Zacinto (”…col mare dipinto/sul sogno veneziano) forse conosciuti dal poeta, o immaginari come Acronia (dove il tempo “sparisce appena ci tocchiamo”) o sognati di conoscere come Yerevan (…sei tutta la storia…/il melograno degli Armeni/…vieni al mio fuoco/che tu ceni).
Seguire il Poeta nel suo peregrinare significa seguirlo nella sua richiesta, quasi frenetica, di amore continuamente rinnovato in virtù della forza evocatrice dei nomi di città, dei temi o immagini oniriche che riescono a liberare da un sedimento sconfinato di memorie culturali e di storia. Così il nome di Praga evoca non solo l’ombra prorompente del martire Palach, scura come una delle statue nere del Ponte Carlo, ma richiama anche la luce di cui la vedeva rivestita il poeta Seifert e che ora “…era tornata…/…a vestire/te). Così Brest, il porto bretone sul quale piove la pioggia triste è ovviamente anche quello di Jacques Prévert e della celeberrima poesia Barbara da cui Yves Montand trasse la canzone. Ma se parliamo di forza evocatrice allora perché no, Barbara può essere il nome della chansonnière francese di amori malinconici la cui canzone più famosa ha il nome di un altro porto piovoso, quello di Nantes.
Se tu fossi una città è specchio anche dello sguardo amoroso, genuino che Roberto Dall’Olio posa sul mondo e la vita. Sul tenero colore avorio della raffinata edizione dell’Arcolaio ne raccoglie in versi trasparenti e gentili i purissimi riverberi sentimentali. Tra sogno e verità, le cento e più città visitate diventano quindi doni, offerta molteplice di sé attraverso la molteplicità delle cose e della natura incontrate, il variare dei sentimenti e degli affetti suscitati, il riconoscimento dell’infinitezza delle forme nelle quali il Poeta riconosce un riflesso di Amore.
Cento e più città che diventano approdo e partenza, meta e tappa di un pellegrinaggio di passioni e sentimenti, nel corso del quale si è spesso illuminati da “…un inguaribile bellezza/ quando la luce/ e la storia/ fanno l’amore.”
In definitiva, un invito, ancora, per imbarcarsi verso Citera.

Andrea L. Ballardini