LA COLLANA Φ E’ UN PROGETTO IDEATO DAI POETI GIANLUCA D’ANDREA E DIEGO CONTICELLO E ACCOLTO CON ENTUSIASMO DA L’ARCOLAIO, LA CASA EDITRICE CHE NE CURA LA DIFFUSIONE ATTRAVERSO IL PROPRIO DISTRIBUTORE LIBRO CO. ITALIA SRL.

I DUE CURATORI SI PREFIGGONO UN PRECISO PROGRAMMA, QUELLO DI VALORIZZARE ANCOR PIU’ GLI AUTORI GIA’ NOTI NEL PANORAMA DELLA POESIA ITALIANA (E NON). IL NUMERO ZERO E’ DEDICATO ALL’ECCELLENTE POETA DOMENICO CIPRIANO, DI CUI, QUI SOTTO, VI FAREMO LEGGERE ALCUNE COMPOSIZIONI DI QUESTA DELIZIOSA PLAQUETTE, INTITOLATA “L’ORIGINE

UNA BUONA LETTURA, QUINDI.


TUTTI I LIBRI DELLA COLLANA Φ SONO IMPREZIOSITI DALLE OPERE PITTORICHE E GRAFICHE DI FRANCESCO BALSAMO E MARTA PEGORARO.

 

ALCUNE COMPOSIZIONI:

 

Rifluisce in me ogni istante

e un’onda col suo flusso mi rinnova

spingendo la corrente di risacca

a un nuovo inizio. È il guizzo della mente. Fissa cardini

innanzi a precipizi, con lo sguardo sulla valle spoglia

che copre i sedimenti del passato.

 

Un composto che miscela ossa, oggetti, brandelli di vissuto

amebe, silicio, calcio e storie di animali, simboli di caccia

rivoluzioni sconosciute, sangue rifiorito in vita.

 

Contorni e sostanza di rituali volontari (o incessanti istinti mai sopiti)

riecheggiano frementi, cercando altre soste

oltre la memoria conosciuta

dove un’origine smarrita ci appartiene

tra steppe e ghiacci siderali, gusci di conchiglie consumate

e l’innegabile perizia di resistere.

 

È da questo intimo inizio che una scintilla ci accompagna

con docili pensieri, con destini disperati.

E assumiamo il profilo della terra incolta

se non ricominciamo.

 

***

Soffro la distanza dalla scrittura

l’indecifrabile cantabilità immaginata di un paese

le tue labbra friabili e distese

la logica imperfetta che ci unisce

e lenta svilisce, riappacifica ogni sogno.

Il disegno pieno

della valle coercitiva. Le linee frammentarie

oltre la collina, le persone

che si salutano virando, il canto affannoso,

il fiato, la speranza di una stanza vuota. Il mutare

dei suoni in lontananza

preclude

la voglia di scrivere che immutabilmente assale.

 

Irriverente il sole ci guarisce e le tracce

appaiono in superficie. Ci sono amici sfioriti ovunque

tra le dune sottostanti, distanti pochi giorni

o disseminati da un brivido che attende il freddo

nel piacere nascosto tra le mura, sottoscritto in questo spazio.

***

Un esauriente frammento del curatore Gianluca D’Andrea, tratto dalla quarta di copertina:

Un nuovo mondo e un nuovo inizio. È presente il desiderio in questa raccolta di Domenico Cipriano, un sentire che si fa volontà di nominazione, per cui gli slanci verbali si mescolano a elenchi che manifestano una rinnovata aderenza tra materia verbale e mondo, in nome di una concretezza che si fa appartenenza, fiducia rinnovata…

… Il tutto sembra muoversi in direzione di un superamento del lirismo novecentesco, del disastro che si ravviva solo considerando l’«origine smarrita» che «ci appartiene / tra steppe e ghiacci siderali, gusci di conchiglie consumate / e l’innegabile perizia di resistere».

Gianluca D’Andrea

 

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